Il disegno, l’incisione e la grafica digitale nel lavoro di Roberta Angiolani

Dal 29/11/2018 al 13/12/2018
 

Il disegno, l’incisione e la grafica digitale nel lavoro di Roberta Angiolani, in esposizione presso il Centro di Cultura, Formazione e Attività Forensi dell’Ordine degli Avvocati di Genova

Inaugurazione giovedì 29 novembre ore 17.30
     
In esposizione dal 29 novembre al 13 dicembre 2018
(lunedì - venerdì) con orario 10-18 
Ingresso gratuito 
    
Allestimento a cura dell’avv. Gabriella de Filippis
   
    
Roberta Angiolani è nata a Genova nel 1956, dove ha frequentato il Civico Liceo Artistico “Nicolò Barabino”, diplomandosi nel 1974.
La sua formazione, avvenuta con i professori Giancarlo Bargoni per l’Ornato e Gianni Stirone per la Figura, che seguirono con attenzione lo sviluppo delle sue qualità sviluppandone il senso critico e affinandone la disciplina disegnativa e compositiva, contribuirono ad accrescere l’innato interesse per il disegno, perfezionandone l’ attitudine alla progettazione, al senso della proporzione, al rigore e alla pulizia dell’ immagine, tutto questo con l’aiuto concreto dei familiari che si prodigarono nel seguirla ed incoraggiarla negli studi.
Per due anni, dal 1974 al 1976, terminati gli studi liceali, ha seguito presso dell’Accademia Ligustica i corsi liberi di tecniche dell’incisione tenuti da Nicola Ottria, di fotografia con l’insegnamento impartito da Giorgio Bergami e di pittura, sotto la direzione del maestro Raimondo Sirotti.
Si è poi indirizzata alla grafica pubblicitaria e servizio alle aziende nella prestampa, attività che ha praticato sino al 2013.
Nel 1992 iniziò come autodidatta ad occuparsi di illustrazione digitale in 3D, proseguendo e perfezionando questo suo interesse sino ad oggi.

Tra le tecniche e gli interessi che hanno seguito il suo percorso artistico, la prima è stata quella del disegno seguita dall’incisione xilografica, che per lungo tempo hanno avuto un ruolo importante nell’illustrare un mondo dove maghi, gnomi e animali erano i principali abitatori.
La tecnica grafica che usava abitualmente, segnatamente il disegno al tratto prodotto dall’inchiostro di China, produceva una traccia netta e decisa, dove alle ampie porzioni dei bianchi erano contrapposti spazi di un nero pieno e deciso, in uno stile che si sarebbe sviluppato nella xilografia, dove, anche qui il bianco e nero sarebbero stati i padroni della scena.
Mentre nell’illustrazione procedeva speditamente su una linea personale, nella xilografia si era avvicinata ad una concezione xilografica affine a quella del Vallotton.
Così che alle grandi tavole di contenuto fantastico si sarebbero contrapposte incisioni xilografiche raffiguranti differenti animali: gatti, grandi felini, uccelli, anfibi e altre specie ancora, seguiti poi da una serie di “Segni Zodiacali” e iniziando una serie di “Carte da gioco” non portata a termine.
Nel 2001 illustrava “Le avventure della Bica”, con testi di Athos Agostini e Daniela Ottria storia fantastica nata sotto il segno della Bica, appunto, fantastica lucertola bicaudata, famosa a Pisa, per la sua fama di portafortuna.
Nel 1992, per il suo lavoro di grafica, l’Angiolani aveva dovuto adeguarsi alle nuove tecnologie che l’avrebbero iniziata a un nuovo percorso illustrativo servendosi delle nuove tecnologie digitali.

L’uso del computer, utilizzato da autodidatta, aveva presentato numerose difficoltà, superate nel tempo con la grande dedizione e l’assidua applicazione, poi l’interesse per il mezzo aveva, nel tempo, aperto nuove possibilità con la conoscenza di nuovi programmi.
Angiolani viene affascinata dal 3D che vede in un gioco da pc, il “Myst”.
I soggetto delle prime “illustrazioni” che eseguì in 3D erano paesaggi e interni, per sperimentare solo più tardi la figura, che risultava assai complessa.
Nel 2003 la nostra grafica partecipa a un Concorso indetto dalla rivista “Computer Arts” sull’ illustrazione digitale e viene segnalata dalla rivista stessa in occasione dello svolgimento dell’8a Edizione del Convegno su “Informatica e Arte” tenuto presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove l’argomento era imperniato sulle possibilità del 3D.
Nel 2003 si avvicina all’exlibristica progettando e realizzando ex libris in tecnica digitale denominata CGD, abbreviazione di Computer Generated Design, e proprio su questo argomento è la scheda del suo lavoro sugli ex libris dal 2003 al 2007, a cura di Giancarlo Torre: Roberta Angiolani. Dall’ illustrazione all’ ex libris in 3D, in Contemporary International ex-libris Artist , n. 13, 2010, pp.81-92, pubblicato in Portogallo da Artur Mario da Mota Miranda.
Naturalmente “illustrazione” ed “exlibris” nascono con intenti e modalità differenti, seguendo nel progetto le necessità specifiche, sia dell’una che dell’altro.
Per quanto riguarda le sue fonti di ispirazione, Angiolani si è avvicinata agli scritti di Tolkien e Yeats e agli autori del “Romanzo gotico”.
Le “illustrazioni” in digitale, e in seguito gli “exlibris”, sono state tutte progettate ed eseguite solo con l’uso di programmi dedicati al 3D, senza l’uso di fotografie e disegni, utilizzando solamente “poligoni” (forme) ognuna con proprie “textures”, inserite in ambienti anch’essi costruiti digitalmente, orientati prospetticamente, dove lo studio delle luci contribuisce poi a determinare atmosfera e clima poetico.
L’osservazione dei lavori presenti in rete, nel campo del digitale, come quelli di Stefan Morrell, Calum Andrews, Rudolf Herczog, Bobby Chiu e molti altri, aumentavano il desiderio di Angiolani di incrementare i propri mezzi tecnici per migliorare resa atmosferica, ricchezza materica e del particolare delle sue invenzioni.

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